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L’isola d’Irlanda è la terra più occidentale d’Europa, da secoli luogo di conquista e terra di avventura. Dolci colline dal verde intenso, coste a strapiombo sul grande Oceano, fiabeschi castelli immersi nella silenziosa campagna dell’interno, un’atmosfera colma di misteriosa spiritualità e fierezza gaelica. Tutto ciò è percepibile nei luoghi dove ancora si incontrano i simboli della storia millenaria di questa terra che ha in Dublino, la bella e vivace capitale.

Dublino

Fondata nel 988 dai vichinghi, la capitale della Repubblica d’Irlanda è situata sulla Baia omonima ed è attraversata dal fiume Liffey. Il clima mite ed il ricco patrimonio storico e culturale ne fanno una meta turistica di grande interesse. Fra le maggiori attrattive storico-culturali: la National Gallery of Ireland, con opere di scuola europea ed irlandese dal rinascimento ai giorni nostri, e il National Museum of Ireland che narra la lunga e tormentata storia del paese, il Castello medioevale, la Christ Church e la cattedrale di San Patrizio, la più grande chiesa d’Irlanda fondata secondo tradizione dove il santo battezzò convertì i primi cristiani irlandesi. Vanno ricordati poi il Trinity College, fondato nel 1592, e la Guinness Storehouse, che narra la lunga storia della famosissima marca di birra irlandese. Non mancano poi gli spazi verdi: il Phoenix Park, il più grande parco urbano d’Europa.

Ovunque in Scozia sono presenti le tracce di civiltà scomparse. Rovine di antiche fortificazioni, complicati intrecci di monoliti, cairns sepolcrali e misteriosi cerchi di pietre offrono chiavi enigmatiche per conoscere la vita delle popolazioni che abitavano la Scozia di 5000 anni fa. Sono visitabili siti di particolare interesse alle Shetland ed alle Orcadi. La Scozia è da 1000 anni una meta di navigazione. I Vichinghi vi spinsero le loro imbarcazioni all’alba dell’anno 1000 e vi lasciarono una traccia duratura, particolarmente alle Shetland, alle Orcadi e nella Scozia settentrionale. I nomi di molte località derivano dall’antico norvegese.

Una ex-base del potere vichingo, considerata uno dei siti più importanti del suo genere in Scozia, è sotto minaccia da parte di un insolito nemico: i conigli.

Il sito di Bornish nell’isola di South Uist - Scozia è uno degli insediamenti più estesi e complessi che gli antichi norvegesi abbiano lasciato sulle Isole Occidentali, ed è anche uno dei maggiori insediamenti rurali del suo tipo nel Regno Unito.

Si ritiene sia stato la base di una prominente figura vichinga che deteneva il controllo politico delle isole, e stretti legami con i re norvegesi.

Gli archeologi, che si apprestano a concludere gli studi al sito, supportati dall’Istituto Historic Scotland, hanno dichiarato alla stampa che il sito è continuamente disturbato dai conigli.  Niall Sharples, lettore anziano in archeologia presso l’Università di Cardiff, che conduce i lavori, ha dichiarato: “Vi sono da prendere decisioni urgenti circa la preservazione sul lungo termine del sito, che è già stato pesantemente danneggiato, specie dai conigli. Questa è una delle maggiori minacce.

Una survey del luogo ha rilevato un complesso di oltre 20 abitazioni, che copre un’area di più di due acri. Il sito risale al periodo della conquista vichinga delle isole, ed include evidenze del precedente periodo di controllo dei Pitti come anche dei primi edifici vichinghi databili almeno al X secolo.

Nel corso dell’XI e XII secolo l’insediamento si espanse e sembra avere abbracciato almeno cinque o sei tenute separate.

Al centro dell’insediamento gli studiosi hanno individuato una serie di edifici impressionanti in dimensione, che indica chiaramente la presenza di una famiglia di status considerevole che dovrebbe essere appartenuta all’elite regnante del Sud Uist, se non delle isole Ebridi in generale.”

Un’indicazione della ricchezza degli abitanti deriva anche dalla quantità di reperti trovati, che comprendono recipienti di ceramica intatti, calderoni di ferro con manici e coperchi, coltelli ed altri semplici strumenti di metallo, un grande numero di fermagli per vestiti di osso, e pettini d’osso. Oggetti d’importazione comprendono un vaso dell’area di Bristol dell’Inghilterra, fermagli di osso di Dublino ed un cilindro d’osso decorato dalla Norvegia, che poteva essere la bocca di una fiasca da viaggio.

Una delle ragioni dello sviluppo e del prosperare del sito sembra essere stato il controllo di un’importante area di pesca. Un esame del territorio circostante il sito ha individuato grandi quantità di ossa di aringa, un cibo essenziale per città come Dublino e Waterford, che furono stabilite in Irlanda nel lontano X secolo. E’ probabile che gli abitanti di Bornish usassero le abbondanti risorse di pesca del mare ad ovest, e che la presenza di un ancoraggio ragionevolmente sicuro ad Aird permise lo sviluppo del commercio ittico e di conseguenza, un aumento della ricchezza del luogo.

Quel che deve essere ancora determinato è se il pesce venisse trattato e trasformato direttamente a Bornish ed in che modo venisse preservato per essere trasportato in Irlanda.

Le origini
La popolazione vichinga viene identificata negli abitanti della Danimarca, della Norvegia, della Svezia settentrionale. Si trattava di tre popolazioni distinte, identificate in una. Avevano influenze germaniche e celtiche.

I vichinghi sono detti anche runii o runici, perchè utilizzavano le Rune. Si tratta di testi che richiamano le incisioni usate dagli Germani. Runa significa sussurrare. Si tratta dunque di massime che contengono dei significati di guida e di esempio per la popolazione vichinga.

Un antico detto nordico dice:

Un uomo non dovrebbe incidere le Rune se non è in grado di leggerle correttamente, perché più di un uomo è caduto su un’asta runica poco chiara. Ho visto 10 aste runiche intagliate su un osso di balena raschiato che prolungavano ulteriormente una lunga malattia“.

Queste popolazioni fecero la loro comparsa attorno al 700 d.C. e furono il risultato di una fusione tra indoeuropei, celti e popoli orientali.

Nella Svezia meridionale abitavano i Gauti (Goti), di origine germanica-slava. La Finlandia era abitata dai Finni, mentre i paesi baltici dai Balti, di origine slava. A sud della Danimarca è presente la Sassonia, abitata dai Sassoni, la Frisia (Belgio e Olanda), il regno Franco, la regione degli Slavi (Polonia); più a sud si identificano i Bulgari .

La prima presenza vichinga registrata nei documenti storici è datata nel 795, quando alcuni soldati vichinghi assalirono il monastero di Lindisfarne, nella Gran Bretagna settentrionale, saccheggiandolo ed uccidendo alcuni monaci.

Circa l’etimologia della parola “vichingo” vi sono varie ipotesi, nessuna delle quali ha trovato riscontro. Il termine anglossassone wic e quello franco wik significano mercato e richiamano l’attività prevalente di questo popolo. Vik è anche il nome di una provincia norvegese, mentre con il termine vik si identifica la baia. Spesso compare la parola viking, termine riferito ad un’attività di pirateria.

I vari popoli chiamavano i vichinghi in vario modo: per i franchi, erano i normanni; per gli irlandesi erano i lochlannach; per i germani erano gli ascomanni; per gli slavi erano i ruotsi; gli arabi gli avevano dato l’appellativo di madjus

Sviluppo
Nel corso di tre secoli, a partire da circa il 700, i vichinghi estesero il loro dominio in tutta l’Europa, utilizzando rotte commerciali e depredando i diversi territori.

I Danesi stabilirono rotte con la Francia, ove fondarono la Normandia, la Spagna, l’Italia (nella zona ligure di Luni - La Spezia); gli Svedesi stabilirono colonie in Russia, presso Kiev, navigando sul Volga ed il Dniepr, con i Paesi Baltici, gli Slavi ed i Bulgari; i Norvegesi stabilirono rotte sulla Gran Bretagna e le isole Faer Oer, Ebridi, Orcadi, Shetland. Si racconta che la città di Luni in Italia venne presa dai danesi attraverso uno stratagemma simile a quello del cavallo di Troia ideato da Ulisse. In questo caso rappresentato da Hasting che si fece chidere in una bara e con la scusa di una sepoltura civile riuscì ad entrare nella città.

Tra l’880 e l’890 venne raggruppato il pericoloso e potente “Grande Esercito” che compì diverse razzie nella Frisia e nella Normandia, conquistando diverse volte Parigi e Londra. Si trattava della prima coalizione raggruppata ed ordinata secondo precise regole militari che costituì una seria minaccia per i Franchi di Carlo Magno.

Tra il 907 ed il 944 i vichinghi, attraverso il Mar Nero, il Don, il Volga, stabilirono una regione di influenza attorno a Bisanzio, al punto che alcuni mercenari bizantini erano runici.

Nel 1030 Canuto il Grande unificò la Danimarca, parte della Scandinavia e l’Inghilterra, fondando un grande impero nordico. Già nel 1045, però, alcune nazioni si separarono dando vita a nuove nazioni.

Dalla Normandia, intorno all’anno 1066, partì una spedizione che con Guglielmo il Conquistatore si impossessò dell’intera isola allontanando il dominio sassone e danese.

Vennero fondate colonie in Islanda, Groenlandia e America, in particolare nella zona tra Terranova e Boston. L’Islanda divenne una florida repubblica, ove partì il concetto del Thing.

La Groenlandia (Terra Verde) venne scoperta da Erik il Rosso, che condannato all’esilio dal Thing di Rejkiavik, si diresse al nord, ove scoprì la regione antartica. All’epoca il clima era più dolce e permise la fondazione di diverse colonie e lo sviluppo di attività agricole. Ricordiamo Herjolfsnes, Brattahlid, Sandnes .

Prima di giungere in America le spedizioni vichinghe si imbatterono in altre terre: Helluland (Terra piatta di sassi), Markland (Terra della foresta) e Vinland (Terra del vino). Quest’ultima è identificabile con Terranova, ove i vichinghi ebbero numerosi scontri con gli indiani locali.

Sembra attendibile che i runii siano stati presso Boston e New York, in base alla tipologia dei territori descritti ed alle caratteristiche degli indiani. Inoltre, presso Terranova sono stati individuati resti di villaggi con caratteristiche vichinghe. Questi territori assunsero la funzione di sede di migrazioni popolari e di esuli sia politici sia condannati. Gli eroi che scoprirono questi territori furono Thorfin Karlsefni, che avvistò l’America, Leif Eriksson, eroe groenlandese, Bjorn Herjulfsson, esploratore americano, Erik il Rosso , scopritore groenlandese.

Dall’anno 900 all’anno 1000 il commercio si intensificò e sorsero numerose città mercantili. La classe sociale della borghesia, fatta di audaci mercanti, diventava sempre più forte. E’ in questo contesto che nasce la Gilda, cioè una sorta di consorteria mercantile, di corporazione che era fatta di un insieme di mercanti e difendeva gli interessi degli stessi. Numerose erano le iniziative che venivano intraprese in difesa di questa classe e dei suoi interessi.

Questo termine non è da confondere con il Vik, che rappresenta il villaggio, il quale veniva costruito attorno ad una fortificazione o ad un porto che aveva il nome di vike. Ogni vik poteva deliberare leggi ed accordi.

Numerose furono le città fondate che costituivano importanti centri di commercio.

Il più importante era Haitabu, nello Schleswig (regione tedesco-danese vicino Kiel). Centro importante, deteneva tutto il commercio del Baltico, del mare del Nord e dei fiumi che penetravano nella Germania. Vi era poi la cittadina di Birka, in Svezia, posta nel lago Maralen, prima dell’odierna Stoccolma. La città svedese di Helgö costituiva un centro strategico del commercio tra l’Europa e l’Asia. Uppsala era un centro religioso. Truso era un’importante villaggio dell’Estonia, distrutta poi dai barbari slavi. L’isola di Gotland, nel Baltico, controllava tutto il traffico navale. Nella Frisia si ricorda la città Dorestad, caratterizzata da piante semicircolari. Numerose, poi, le città costruite sull’Elba: Quentovic, Domburg, Emden, Brema, Amburgo. Altri centri sono presenti in Inghilterra, Scozia, Irlanda, Olanda e Normandia.

Fino alla fine del 1000 le diverse città vichinghe che riempivano tutta l’Europa vissero un periodo di splendore e di floridezza economica. Questa situazione conobbe un netto declino con l’ascesa degli Slavi e degli Estoni dall’est. In questa situazione molti villaggi vennero distrutti ed altri subirono il loro assetto urbanistico, per lasciare il posto a roccaforti, come ad esempio Copenaghen. 

Attività
Il popolo vichingo è passato alla storia per il suo carattere bellicoso, ma sicuramente ha espresso altre caratteristiche. Per quanto riguarda il primo aspetto è evidente che aveva sviluppato un’attività bellica, che lo ha reso invincibile per molti secoli. Non era costituito da un esercito organizzato e regolare. Nel rispetto del costume celtico, tutto era basato sul vigore e la potenza, con strategie molto semplici. Solo negli ultimi anni del loro dominio si sviluppò una regolarità nell’organizzazione dell’esercito, motivata dalla nascita e comparsa delle prime signorie nordiche.

L’elemento di forza era l’assalto via mare, attraverso il quale sono diventati pericolosi predoni. Possedevano delle barche potenti ed agili nelle manovre, con cui potevano risalire i fiumi. Tali imbarcazioni, tuttavia, non erano adatte alle traversate in mare aperto, come hanno dimostrato le numerose navigazioni compiute verso l’America.

Bravi agricoltori, dovevano fare i conti con le condizioni climatiche, come in Groenlandia e sulle isole nordiche. Producevano mele, da cui traevano l’idromele, la bevanda preferita, cipolle, vegetali. La loro alimentazione era molto varia (carne, minestre, pesce..), era comunque priva di vitamina C, in quanto non conoscevano gli agrumi, ma non sono stati segnalati molti casi di scorbuto.

Allevavano pecore e mucche. Queste ultime erano presenti anche nel Valhalla, dunque rappresentavano un elemento fondamentale per l’uomo. Al nord della Scandinavia si allevavano renne, secondo l’usanza dei sami (o lapponi). Nella società civile il potere era dato dalla quantità e qualità del bestiame che si possedeva.

Bravi artigiani, sapevano lavorare i metalli, le cui materie prime venivano importate. Lavoravano utensili e suppellettili. Presso ogni villaggio o fattoria vi era un’officina.

Dal punto di vista artistico non ci fu uno sviluppo classico. In un certo senso furono i progenitori di Picasso. Nelle decorazioni soprattutto svilupparono tre cosiddetti stili animali, dove la natura assumeva un ruolo ispiratore. Le figure appaioni realistiche e stilizzate. Un elemento rappresentato frequentemente è il leone, simbolo di forza. Questi passerà alla storia con il termine di grifone vichingo , che caratterizzerà numerose navi.

Il terzo stile era detto Vendel-E. Si tratta di una sorta di barocco, ove ogni figura è rappresentata con numerosi particolari.

Presso il villaggio danese di Oseberg si identificò una buona scuola artistica. Numerosi sono gli stili artistici identificati presso i runici:

  • stile Borre : elementi lignei con guarnizioni metalliche;
  • stile Jelling : elementi zooformi con argento;
  • stile Mammen : elementi naturali ed animali dalle dimensioni dilatate;
  • stile Ringerike : elementi floreali numerosi;
  • stile Urnes : linee flessuose sui particolari.