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Tre isole nell’Oceano, al largo della costa irlandese. Se cercate il silenzio, se amate l’essenzialità dei paesaggi nordici, questo è il posto per voi.Il nome di queste isole è ancora legato alle immagini di un famoso documentario degli anni Trenta girato qui, a poche miglia dalla costa occidentale dell’Irlanda: L’uomo di Aran di Robert Flaherty. Un mondo ancestrale, quello ritratto dal film: vento incessante, mare rabbioso. E un gruppo di pescatori coraggiosi che, come da tradizione, tiene in barca una bottiglia di acqua santa e non intende imparare a nuotare per non dare al mare l’impressione di volerlo sfidare.
Molte cose, oggi, sono quelle di allora. Chi vuole visitare le Aran deve amare il vento e il silenzio, il suono duro della lingua gaelica e la dolcezza delle leggende celtiche. E Inishmore, la più estesa delle tre isole, è in realtà così piccola da poter essere visitata in un giorno, ma così misteriosa e affascinante da convincere molti viaggiatori a restarvi più a lungo.
Sentieri
Inishmore va scoperta a piedi o con una bicicletta noleggiata a Kilronan. Un’unica strada sottile la taglia a metà, ma infiniti sentieri ne raggiungono ogni angolo: a volte sono percorsi pietrosi, più spesso si tratta di camminate da improvvisare sulla torba e scavalcando i muretti a secco che disegnano le Aran con un immenso “ricamo”. La passeggiata più bella (e meno frequentata) dal villaggio di Killeany segue la costa meridionale e sfiora le rovine di fortezze millenarie, come quelle a strapiombo sull’oceano del Block Fort e di Dun Aonghasa.
Un sentiero dal panorama unico, che si alza su scogliere ripide, presenta cavità naturali che nei giorni di burrasca si trasformano in curiosi geyser circondati dalla torba, e poi scende al mare e cambia aspetto con le maree.
Poco distante da Kilmurvey, un cottage bianco e con le tende di pizzo esibisce con orgoglio un passato da star: fu costruito per il film di Flaherty, poi trasformato in abitazione privata e recentemente in un B&B con poche stanze, un piccolo orto pieno di colori e un ristorante dove la proprietaria Maura Wolfe prepara zuppe di verdure e ottime torte dolci e salate. L’ideale per un pranzo veloce o per un tè a metà pomeriggio.
Un pezzetto di Caraibi
E’ una piacevole sorpresa la piccola baia di Portmurvy, accanto al Cottage Man of Aran. Una spiaggia di sabbia bianca e fine, acqua turchese, un paio di barche a remi dimenticate sulla battigia.
Chi non si preoccupa troppo della temperatura dell’acqua può fare un bagno, prendere il sole e dimenticare di trovarsi nel Nord Europa.
Il vento di Inishmore sembra portarsi via anche il profumo del mare, ma esiste un angolo, accanto al porticciolo di Killeany, dove l’odore inconfondibile della salsedine riesce a farsi sentire. Qui i pescatori tornano ogni pomeriggio con le loro trappole piene di aragoste e granchi. Hanno imparato a nuotare, ma qualcuno tiene ancora l’acqua santa sulla prua. Ed esiste, sull’isola, un angolo dove si può ancora aspettare il tramonto in solitudine: è sulla punta occidentale di Inishmore, in fondo alla discesa che dal villaggio di Bungowla porta al mare. Da questa spiaggia pietrosa si vede il faro, sugli scogli di fronte, illuminare ad intermittenza l’oceano spettinato dal vento. Da godere in silenzio, portandosi dietro una giacca pesante…
Una cena vegetariana
Nell’ostello di Mainistir, al centro dell’isola, il proprietario Joel prepara ogni sera una cena rigorosamente vegetariana con prodotti biologici, servita in una saletta con un camino sempre acceso, musica classica di sottofondo (una passione di Joel, insieme alla cura dei dettagli), candele sui tavoli e viaggiatori di tutto il mondo con cui perdersi in lunghe chiacchierate. Per una serata lontana dalla confusione di Kilronan.
Non solo ristoranti, però. La grande baia di Killeany è famosa soprattutto per i suoi pub. Già nel tardo pomeriggio Inishmore sembra darsi appuntamento al Ti Jay Macc, di fronte al porto di Kilronan. Seduti sulle poltroncine rosse e circondati da decine di quadri di autori locali e artisti di passaggio, si viene a scoprire chi è arrivato con l’ultimo traghetto e quante aragoste sono state pescate. Con un’immancabile pinta di Guinness in mano e i pensieri sempre più offuscati. Dopo cena, invece, l’appuntamento è al pub Tish Fitz di Killeany, dove il sabato sera si può ascoltare musica dal vivo. Rigorosamente irlandese. E anche un po’ malinconica.
Microcosmo
Un numero sorprendente di antiche cappelle, castelli, torri. Nonostante il clima e l’assoluta mancanza di alberi, le isole di Aran sono abitate da sempre (oggi la popolazione raggiunge a malapena i 1500 abitanti). Inishmore è la più grande: quasi 900 abitanti, qualche chiesa e un giovane prete che corre da una messa all’altra. Inishmaan sta nel mezzo: con le sue rovine preistoriche, i suoi moderni pescatori. Inishere è invece la più piccola: due miglia quadrate in tutto.
Prima di partire, una lettura utile è Le isole Aran di John M. Synge – Sellerio.
Gli indirizzi
Dormire Kilmurvey House, B&B in un’antica casa di campagna (tel. 00353.9961218). The Pier House, tre stelle di fronte al porto di Kilronan (tel. 00353.9961417).
Mangiare Man of Aran Cottage (tel. 099.61301, www.manofarancottage.com). Mainistir House Hostel (tel. 099.61169).
Info utili Inishmore si raggiunge in 40 minuti di traghetto da Rossaveal (a un’ora di strada da Galway), con la Queen of Aran (tel. 091.566535) e la Island Ferries (tel. 091.568903).
Il museo dell’Aran’s Heritage Centre di Kilronan è aperto da aprile a ottobre: tutti i giorni proiettano L’uomo di Aran di Flaherty.
Ente Nazionale del Turismo Irlandese: Milano, Piazzale Cantore, 4 – Tel. 02.48296060.
(tratto da Grazia n. 30; 26-06-05; Benedetta Rusconi)
